Quella testa da trapiantare

Quella testa da trapiantare

Torino. Il prof. Sergio Canavero, chirurgo italiano: “Il primo trapianto di testa sarà possibile fra meno di 2 anni. Può salvare molte persone” (qui la notizia su Huffington Post)

Di per sé non sono scandalizzato. Da tempo vedo che non c’è frontiera che la mente non voglia superare nel poter disporre compiutamente del corpo. E qui, quando questo sarà possibile (Ma sarà poi vero che sarà possibile?) sarà realizzata compiutamente l’idea che il corpo è un puro strumento, nulla più. Che non ha in sé perciò ne valore, né memoria della mente che lo abita.

Ma sarà un caso se nel 1983, il dott. Robert J. White di Cleveland, avendo trapiantato la testa a una scimmia, se la vide diventare tetraplegica e morire dopo poche settimane? Già 11 anni fa,  il prof. Michael D. Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia University, aveva dimostrato che c’è un secondo cervello nella pancia, cioè una serie concatenata di neuroni posizionati nell’intestino, che ha una serie molto sviluppata di funzioni cerebrali, collegate soprattutto alle emozioni. Come si metteranno d’accordo quello nuovo nella testa e quello vecchio nella pancia?

Ma se qualcuno avesse ascoltato un po’ di più la Bibbia, anche in casa cattolica, avrebbe colto da molto tempo, che forse i cervelli sono più di due, e che forse l’essere umano è un tutt’uno, costituito di molte facce, ma difficilmente separabili le une dalle altre. E che il delirio di onnipotenza della autocoscienza che pensa di auto fondarsi non ha basi reali, a partire proprio dalla nostra esperienza corporea e da ciò che la Bibbia ci ricorda.Chi di noi ha scelto il proprio corpo? Chi di noi ha deciso i tratti somatici del proprio viso? Chi di noi ha deciso di poter nascere proprio in questo tempo e in questo luogo?

Non siamo padroni di noi stessi. La quaresima ci ricorda anche questo. E il corpo, con la sua resistenza, la sua ritrosia ad essere dominato da una mente autoreferenziale lo dichiara. Mostrando al contempo che noi siamo da Altro, esistiamo e siamo decisi da Altro.

 

Foto: Flickr/Aldo Cavini Benedetti

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Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo "Un Dio inutile".