Via crucis della settimana – V

Via crucis della settimana – V

Sono di Luca Bortoli oggi le meditazioni della nostra Via Crucis della settimana, che fa incrociare la Passione di Gesù con le storie che la cronaca ci ha posto di fronte in questi giorni.

Ad accompagnare le nostre sette stazioni sono le tavole della Via Crucis del pittore brasiliano Maximino Cerezo Barredo. Le immagini sonno tratte da questa sua pagina internet

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I GESÙ È CONDANNATO A MORTE

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Allora il governatore domandò loro: “Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?”. Quelli risposero: “Barabba!”.  Chiese loro Pilato: “Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?”. Tutti risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli disse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora gridavano più forte: “Sia crocifisso!”. Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: “Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!”.  Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. (Mt 27, 21-24.26)

La condanna apre la via della Croce a Gesù. Da questo momento in poi il Cristo è nelle mani degli uomini, di quel mondo che non lo ha saputo riconoscere. In questi giorni appare tristemente chiara la condanna a cui appare sottoposto, senza scampo, il nostro Paese: la corruzione si presenta puntuale ogni volta che in Italia si costruisce una grande opera e come ruggine corrode le finanze pubbliche e contemporaneamente la coscienza del singolo e della collettività. Lunedì in una maxi operazione avviata dalla procura di Firenze finisce in carcere anche Ercole Incalza, da oltre 25 anni a capo della struttura del ministero dei lavori pubblici. Ben 14 grandi appalti nel mirino degli inquirenti, dall’Alta velocità Milano-Verona all’autostrada Ras Ejdyer-Emssad in Libia, passando per la metro C di Roma e la Salerno Reggio Calabria. Ma questa è solo l’ultima stazione della via dolorosa italiana iniziata nel 1992 con “Mani pulite” e continuata nel maggio 2014 con lo scandalo Expo.

Signore Gesù, sostieni tutte le persone che rivestono incarichi politici, amministrativi, i manager di grandi imprese da cui dipende il lavoro di molti. Perché nelle scelte che quotidianamente sono chiamati a compiere svolgendo le loro funzioni non venga meno il richiamo originario della loro coscienza al bene comune e ritrovino le motivazioni di servizio che li hanno condotti a servire la collettività.

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II. GESÙ SALE AL CALVARIO TRA LA FOLLA

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati.
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. (Lc 23, 27-33)

La via della croce passa sulle strade di ogni giorno, ogni via una stazione, ogni quartiere un disperato, ogni città un insieme di “pilati” e “cirenei”. La Passione di Cristo ci incontra dove siamo, nel nostro preciso qui e ora. Così capita che un viaggio in Tunisia si trasformi in un calvario per duecento turisti mentre visitano una delle meraviglie di Tunisi, il museo del Bardo. Un attentato estremista e 24 persone, le ultime di un lungo elenco, non ci sono più. Poi feriti e dispersi tunisini, italiani, giapponesi, tedeschi, francesi, russi e sudafricani e l’Isis che «festeggia» l’attentato, come riportano le agenzie.

Signore Gesù, mantieni lucide le nostre menti, non permettere che di fronte alla follia omicida e violenta di pochi cadiamo nella tentazione di giudicare e condannare molti. Non fare mancare a chi vive da vicino il terrore di atti come questo la forza di guardare avanti e la speranza di costruire un futuro di fraternità e di pace.

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Viacrucis03

III. GESÙ CADE LA PRIMA VOLTA

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti. (Is 53, 4-6)

Pesa quella croce sulle spalle di Gesù. Sono tutte le mancanze, le cattiverie, le offese del mondo a opprimerlo, fino a farlo cadere. Ma c’è una caduta che in questo periodo storico rischia di soffocare chi ha meno di trent’anni, impedendogli di realizzare un futuro sognato, agognato. È la caduta del patto tra generazioni: adulti e anziani “pigliatutto” e ai giovani vanno le briciole. Qualche esempio? I 13 dirigenti della sanità lombarda, pensionati ma aggrappati a una retribuzione aggiuntiva da 300 mila euro all’anno. “Cugini” di quei piloti Alitalia che hanno estorto milioni di euro in cassa integrazione all’Inps pur avendo lauti ingressi all’estero grazie a nuove occupazioni.

Signore Gesù, non permettere che tutti coloro i quali hanno perduto il posto di lavoro, o non ne hanno mai trovato uno stabile e riconosciuto, perdano la speranza di realizzarsi come uomini e donne e di sperimentare in pieno la soddisfazione di guadagnarsi ogni giorno il necessario per vivere dignitosamente.

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Viacrucis04

IV. GESÙ INCONTRA SUA MADRE

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.  Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione –  e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori”. (Lc 3, 33-35)  

È un incontro pieno di umanità quello tra Gesù e sua madre lungo la via Crucis. Un incontro in cui Maria vede con i suoi occhi il punto più alto della missione del figlio, un frangente nel quale anche la sua vocazione si svela in tutta la sua chiarezza e nel suo dolore, come le aveva predetto Simeone, durante la presentazione al tempio di Gesù. La notizia di questi giorni, proveniente dalla Gran Bretagna, stride in maniera assordante con questo incontro. Anne-Marie Casson di Doncaster è madre di Kyle, 27enne gay, ma da qualche mese anche madre surrogata di quello che, dopo una decisione molto criticata di un giudice, è divenuto a tutti gli effetti suo nipote. Il piccolo quindi è nato dalla fecondazione di un ovulo di un’anonima donatrice attraverso il seme di Kyle, dopo essere stato per nove mesi  nel grembo della nonna.

Signore Gesù, guida ogni uomo e ogni donna perché in ogni decisione quotidiana, dalle più piccole fino a quelle decisive, siano sempre attenti al bene dei più piccoli, dei più fragili, degli ultimi, di chi non ha voce, o non ha la forza per farsi sentire.

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V. SIMONE DI CIRENE AIUTA GESÙ A PORTARE LA CROCE

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. (Lc 23, 26)

Può sembrare in controsenso: i momenti in cui la vita appare troppo pesante per sostenere da soli sono anche quelli in cui chiedere aiuto è più difficile. Eppure i “cirenei” non mancano nemmeno in questo nostro tempo. È il caso della Caritas diocesana di Palermo che giovedì scorso ha inaugurato un percorso di sostegno e ospitalità per dieci padri separati (spesso anche disoccupati) che anche con i figli possono vivere in alcuni locali del centro Agape in piazza Santa Chiara.

Signore Gesù, ti ringraziamo per tutte quelle persone che ogni giorno, spesso da volontari e a titolo gratuito, si mettono a disposizione per andare incontro a ogni tipo di bisogno e povertà. Non permetter mai che lo sconforto dovuto alla carenza di risorse, ai tanti adempimenti burocratici o all’umano bisogno di riconoscimento prenda il sopravvento sulla generosità.

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VI. GESÙ MUORE IN CROCE

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà.  Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito “. Detto questo, spirò. (Lc 23, 44-46)

Tre giorni fa la stampa internazionale ha diffuso le immagini di Mosul in cui i militanti dell’Isis abbattono la croce, strumento di morte divenuto simbolo di resurrezione, dalla cupola della chiesa di San Giorgio e da altri campanili nella valle di Ninive. Ma lo stesso giorno abbiamo saputo anche dell’atto eroico di Akash Bashir, il 19enne che domenica scorsa a Lahore, in Pakistan, ha impedito al kamikaze dal gruppo talebano Jamaat-ul-Ahrar di entrare in una delle due chiese colpite dagli attentati. Lui è una delle 16 vittime (82 i feriti) ma grazie alla sua prontezza molte vite sono state risparmiate.

Signore Gesù, ogni giorno nel mondo il grido a gran voce che hai emesso prima di morire riecheggia nel mondo. Ti preghiamo per i cristiani perseguitati, sono la tua immagine più viva nel mondo in questo inizio di terzo millennio. Ma ti preghiamo anche per tutti quanti si sono rifugiati nella violenza di un’ideologia a sfondo religioso che mostrano invece il volto più disumano dell’uomo. Fa che non ci stanchiamo di pregarti per un futuro in cui le religioni siano il primo motore della pace e di una fratellanza vera.   

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VII. GESÙ È DEPOSTO NEL SEPOLCRO

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria. (Mt 27, 59-61)

Una malattia lunga, quella di mons. Giuseppe Benvegnù-Pasini, che sta provando da alcuni anni il sacerdote padovano, dal 1986 al 1996 direttore di Caritas Italiana, dopo avere contribuito a fondarla assieme a mons. Giovanni Nervo. La telefonata di papa Francesco, alcuni giorni fa, lo ha fatto scoppiare in lacrime. A consegnare al pontefice il numero di cellulare di Pasini, il neo cardinale Francesco Montenegro. «Lui ha saputo fin dall’inizio della mia malattia – spiega il sacerdote padovano – e anche che, dopo lo sconforto e la disperazione iniziale, ho deciso che dovevo dare un “senso unico” alla mia malattia e alla mia sofferenza, dedicandoli a papa Francesco e alla sua opera riformatrice della Chiesa. Perché con la mia preghiera quotidiana potesse compiere al meglio la sua missione di dare una nuova “forma” alla Chiesa. Ho scoperto che questo era il vero senso della mia vita».

Signore Gesù, converti la disperazione e lo smarrimento che possono seppellirci quando ci troviamo nella sofferenza in occasioni di vita vera. Fai sentire la tua vicinanza a chi attraversa la malattia  in questa Quaresima, a chi condivide con te la Passione e ha la forza di renderla testimonianza.