33. Profumati la testa

33. In tale prospettiva di recupero dello stato edenico, «divino», della materia, la penitenza acquista un valore positivo e quasi gioioso che ci rammenta l’altro passo evangelico: «Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». (Mt 6, 16-17). Forse non si tratta soltanto di una regola di umiltà, si allude invece alla ricompensa «segreta» di una glorificazione del corpo che è già prefigurata dal lavarsi il volto e profumarsi la testa…

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Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.