tentazioni

24. Penitenza come purificazione rituale. Ascesi, ovvero salita per gradi verso la perfezione. Mortificazione come annullamento di se stessi per far spazio a Dio. Sacrificio quale accumulo di meriti spirituali. Rigorismo per reprimere le «tentazioni della carne» e punire la malvagia materia. Rinuncia come valore in sé… Tutti i possibili sensi, finora esaminati, della penitenza cattolica mostrano la loro insufficienza. Giunti a metà del cammino quaresimale, è ormai tempo di iniziare la pars construens del nostro «Cilicio digitale».

18. Infatti la tentazione rigorista è ricorrente nella Chiesa: nel Sei e Settecento, ovvero vari secoli dopo i catari, si ripete tra i giansenisti la teoria che la perfezione della vita morale sia proporzionale alla severità dei costumi adottati. Torna di nuovo il tabù della carne, per cui essere santi significa allontanarsi il più possibile dalla natura umana, profondamente corrotta. Non si spiega però come possa l’individuo, essendo ferito e malato in modo inguaribile, riuscire a sottoporsi a rigide pratiche di austerità; e soprattutto perché.

Thomas Mann – L’eletto

NELLA LETTERATURA
Giovani e Parola: le tentazioni secondo Francesco

Giovani e Parola: le tentazioni secondo Francesco

GIOVANI & PAROLA

Cercoanchio: Ognuno ha il proprio deserto

SPAZIO APERTO

Johann Sebastian Bach – Preparati, anima mia

NELLA MUSICA CLASSICA

L’immagine: deserti di oggi…

Le tentazioni & photoshop