7° domenica (5/4) – RISORTO

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Vangelo di Giovanni cap. 20, vers. 1-9

Quel primo giorno dopo il sabato…

LA PAROLA

Risorgere con Cristo, nostra speranza

IL SILENZIO

46. È Pasqua, è finita finalmente la penitenza! Chi ha avuto la pazienza di seguire finora questo «Cilicio digitale» ha certamente capito che non è così. Come non è lecito ridurre l’ascesi all’abbassamento, alla negazione o al discredito di sé, ovvero a una considerazione servile della «materia», così non è possibile confinare il «combattimento spirituale» in un determinato tempo liturgico. L’ascesi dunque continua; ma stavolta nel «nuovo Adamo» risorto ha trovato l’unico senso «cristiano» possibile. Non per la morte, ma per la vita piena.