21. Perché a Pasqua si mangia l’agnello?

21. Perché a Pasqua si mangia l’agnello?

È un’usanza derivante dalla Pasqua ebraica celebrata come memoriale dell’uscita dall’Egitto (cfr. Es 12,2-6). «Nel capitolo 23 dell’Esodo, dove si annunciano le feste principali del calendario ebraico, si dice chiaramente che tutte e tre sono connotate da un punto di vista agricolo. La prima è la Festa degli Azzimi, durante la quale si mangia solo il pane e azzimo, dunque è la Pasqua celebrata senza l’agnello; la seconda è la Festa della Primizie, cioè la Pentecoste; la terza è la Festa delle Capanne, o sarebbe meglio chiamarla, Festa del Raccolto. Sono tutte e tre espressioni di una cultura agricola. Successivamente vengono storicizzate da Israele e messe tutte e tre in rapporto all’evento dell’Esodo, che è l’evento storico in senso mitico, ufficiale, fondante, dell’identità israelitica» (Romano Penna). Nei Vangeli sinottici, dove si racconta l’Ultima Cena, l’agnello non compare, ma non si dice esplicitamente che non c’è. Semplicemente non se ne parla, perché la prospettiva è quella cristiana che prescinde dal sangue dell’agnello. Come dice Paolo: Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato (1 Cor 5,7).