«Lui cercava un numero…»

Martedì mattina. Scendo dal treno, esco dalla stazione e mi fermo sul marciapiede in attesa del collega che arriva con un altro treno. Mi si accosta un signore anziano, aria un po’  dimessa, sicuramente sguardo di chi ha bisogno di aiuto. “Ecco, vuole soldi”. Invece no.

“Scusi, non ricordo il numero di cellulare”. Ci metto un po’ a capire. Insiste: “prendi il mio cellulare e vedi cosa puoi fare,… io ho 76 anni.” È lui stesso ad attivarmi il cervello  “se fai una chiamata col mio cellulare,  ti compare il numero”. Ci provo e ovviamente non funziona: il suo credito é zero, e quindi non può effettuare chiamate. Provvidenzialmente arriva il mio amico. Gli spiego la situazione e cerchiamo di venirne a capo. Dopo qualche esitazione, finalmente l’idea giusta: cerchiamo nella rubrica qualcuno da chiamare e ci facciamo dare il numero. “Chi chiamiamo? Il primo nome, il secondo?”. Domanda cruciale: “come si chiama tuo figlio?”. Rintracciamo questo nome, una telefonata e finalmente riusciamo ad ottenere il numero.

Il figlio, per sincerarsi della situazione, telefona al padre… “Vienimi a trovare ogni tanto” conclude il signore anziano

Alla fine ci ringrazia, vuole offrirci un caffè. Il caffè lo prendiamo, e siamo noi a pagare. “Ho tre figli, ma sto quasi sempre solo” “dove hai messo il foglio con numero?” Vediamo che dalla tasca salta fuori anche una banconota. “Mi raccomando, stai attento a non perdere i soldi”. Ci salutiamo e si va al lavoro. La signora alla cassa forse ha capito qualcosa, sorride.

Come da copione, il signore anziano è rimasto anonimo.

Lui cercava un numero di telefono, io cerco di preservare qualche scampolo di umanità.

Lorenzo Pisani

 

Vuoi raccontare anche tu la tua ricerca verso la Pasqua? Scrivi a cercoanchio@chicercate.net