Il seme dei martiri: nuovi cristiani o cristiani nuovi?

Gli antichi non amavano gli eufemismi ed il politically correct. E Tertulliano, apologeta del cristianesimo, usava un’immagine tanto forte da essere quasi disturbante: il sangue dei martiri, scriveva, è seme di nuovi cristiani.

Il Vangelo di questa domenica ci parla di semi. Un seme che cade in terra, e può rimanere solo, oppure portare molto frutto. Nel chicco di grano di ottobre c’è già la spiga di giugno. Ma il chicco non lo sa ancora. E perché la spiga possa uscire – germoglio, radichetta, e poi stelo lungo che esce dalla terra e si carica di semi – solo una cosa è richiesta al seme. La corazza deve spaccarsi. Se l’involucro duro del seme non si apre, il seme “rimane da solo”. Se si apre lo spiraglio, troverà in sé la forza di dare la vita.

In questi giorni, di sangue dei martiri ne viene seminato moltissimo. Non sempre questo seme dà una messe quantificabile numericamente: in una situazione di persecuzione religiosa del Cinquecento, una studiosa delle Riforme ha trovato, a suo dire, la dimostrazione di quanto Tertulliano si sbagliasse vedendo che la minoranza perseguitata si è pressoché estinta. Ma la messe che cerca Dio non è fatta di tesserati ad un partito.

Il sangue è simbolo della vita: una vita sparsa, gettata, seminata con l’apparente irrazionalità del seminatore evangelico, che non si cura di ciò che cade sui sassi, tra le spine, sulla strada. Quello che conta è ciò che si affaccia dall’involucro spezzato: ed è di nuovo vita, ma vita abbondante, vita ricca, vita di non-solitudine, di relazione. Vita di abbraccio, come quello dei tanti chicchi sulla nuova spiga nata dalla morte del chicco.

Non so se, assistendo al martirio lento e violento di tanti, troppi cristiani nel mondo, nasceranno nuovi cristiani. Quello che spero è che nascano cristiani nuovi.

Tagged , , , , .

Chiara Bertoglio è una giovane concertista di pianoforte, musicologa, scrittrice e docente italiana. Formatasi presso insegnanti quali Paul Badura Skoda, Konstantin Bogino, Sergio Perticaroli, e diplomatasi appena sedicenne, Chiara Bertoglio ha tenuto il suo primo recital ad otto anni, ed il suo primo concerto con orchestra a nove; si è in seguito esibita nelle più importanti sale italiane ed estere, fra cui la Carnegie Hall, il Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Academy di Londra, l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, collaborando con musicisti come Leon Fleisher, Ferdinand Leitner, Marco Rizzi e molti altri. Laureata e dottore di ricerca in musicologia, e con un master in teologia, ha scritto diversi libri e numerosi saggi per riviste specialistiche italiane ed internazionali, partecipando come relatrice a convegni prestigiosi (ad Oxford, Londra, Roma etc.). Impegnata nell’approfondimento dei rapporti fra musica e spiritualità cristiana, ha pubblicato libri sull’argomento; inoltre, scrive articoli e libri non musicali per diffondere storie positive di speranza. Svolge intensa attività didattica privatamente ed in importanti istituzioni italiane ed estere, sia come docente di pianoforte sia come musicologa.