Cadute celebri, cadute anonime

Sul web scorrono in queste settimane di Quaresima le immagini impietose delle cadute delle star della musica. Madonna, appesantita dal mantello firmato da uno stilista, scivola mentre canta sul palco del Brit Awards di Londra. Franco Battiato, a Bari, mentre saluta generosamente i fans durante un concerto, scivola e cade rovinosamente dal palco del Petruzzelli. La cinquantaseienne atletica pop star americana si rialza e continua a esibirsi. Il settantenne cantautore siciliano, invece, dopo la frattura del femore e un intervento chirurgico, dovrà aspettare un po’ prima di tornare in scena con il carisma e l’eleganza di sempre. Questione di età. Ma gli scivoloni di entrambi sono ormai eternati dai video caricati e visionati ripetutamente dagli utenti della rete. Le due pop star continuano, inconsapevolmente, a inciampare in una sorta di ciclo crudele che ribadisce, rallenta, stigmatizza la loro momentanea caduta. E’ la legge della rete.

Quando poi a cadere sono personaggi celebri, divi della musica, acclamati e adorati, le loro battute di arresto colpiscono di più. I loro capitomboli li restituiscono a una dimensione umana, dimostrano la loro fragilità, soddisfano qualche nostra bieca piccola invidia. E gli smartphones sguainati durante ogni avvenimento pubblico sono gli inesorabili testimoni di quelle cadute.

Duemila anni fa, qualcuno avrebbe ripreso con il cellulare la salita al Calvario del presunto Re dei Giudei? Avrebbe avuto la possibilità di immortalare le immagini delle sue cadute, tramandate non dai Vangeli, ma dalla tradizione della Via Crucis? Probabilmente no. La sua salita verso la morte non fu intesa subito come evento centrale della storia dell’umanità. Forse qualche passante curioso e morboso avrebbe scattato una foto alle tre croci, per inserirla sui siti splatter. Ma le cadute di Gesù, sotto la croce, o meglio il ‘patibulum’, furono scivoloni qualunque, magari molto dolorosi, ma non meritevoli dell’attenzione dei più. A cadere era un condannato come altri. Un ‘Povero Cristo’ qualunque, verrebbe da dire.

E chissà quanti altri ‘Poveri Cristi’ cadono continuamente oggi. Cadono come Lui per amore, per trainare, fino alla fine, pesanti ma invisibili croci. Poi si risollevano e continuano a trascinarsi nell’indifferenza generale, senza neanche un Simone di Cirene che li aiuta. Le loro cadute, come quelle di Cristo, non sono mancamenti momentanei in una carriera di successo, come quella delle pop star. Sono segni di quella sofferenza profonda che logora chi ha deciso di dare se stesso per gli altri. Di chi vive l’amore per il prossimo fino in fondo. Cadute anonime, ma molto più significative di quelle celebri. Forse sarebbe importante riconoscerle, hanno molto da insegnarci.

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Nato a Roma a metà dei favolosi anni Sessanta, lavora da vent'anni alla Radio Vaticana come giornalista e conduttore di programmi in diretta. Ha collaborato con L'Osservatore Romano e altre testate cattoliche. Ai microfoni di Radio Due si è occupato di cultura e intrattenimento. Laureato in Storia del teatro e dello spettacolo, autore, regista e attore teatrale, ha militato nel duo di cabaret 'I viceversa' e nel 1995 ha fondato una compagnia tuttora sulla breccia. Felicemente sposato, ha due figli che spera mettano su un gruppo rock e lo facciano cantare, ogni tanto.