Gesù e i rivenditori nel tempio secondo il Codice purpureo di Rossano

Gesù scaccia i venditori dal tempio (dal Codice purpureo, 550 ca., Cattedrale, Rossano Calabro)

Ci saremmo aspettati di vedere Gesù in azione. La miniatura lo mostra placato, dopo aver dato spiegazione a commercianti e cambiamonete: «La mia casa sarà chiamata casa di preghiera… Voi invece ne avete fatto un covo di ladri» (Mc 11,17). Dando loro le spalle e guardando verso il tempio, Gesù fa una scelta di campo netta, per mantenere distinti due mondi che non si possono mescolare. Poi, a chi gli chiede un segno, utilizza il tempio come figura per parlare di sé, anticipando la notizia della sua resurrezione. Senza che nessuno capisse.

Nota a margine: gli artisti, di solito, omettono due particolari. Il primo, ricordato da Matteo e Marco, è che Gesù, oltre ai venditori, scaccia anche i compratori. Il secondo viene riportato da Giovanni, quando scrive che Gesù «fece una frusta di cordicelle»: forse a dire che non ne prese una già fatta. Ovvero che il suo non fu un gesto preterintenzionale, dovuto a uno scatto di nervi, ma premeditato, voluto, pianificato. Ci sta che una scelta dura possa essere accompagnata da una durezza di modi.