“La trasfigurazione di Gesù” secondo Raffaello

La trasfigurazione di Gesù (Raffaello Sanzio, 1520, Musei Vaticani)

Tra tante Trasfigurazioni avremmo potuto scegliere un’icona, che su questo tema si esalta e mette alla prova i suoi artisti. Mentre l’arte occidentale fa quasi sembrare assopiti i tre apostoli, l’icona – con grande potenza – comunica l’idea del loro precipitare di fronte alla luce di Cristo, talmente forte da oscurare sole, luna e stelle. Incapaci di sopportare altezze vertiginose, i tre non sono semplicemente abbagliati, ma trafitti e atterriti.

Ora, se l’icona prefigura qualcosa che avverrà, Raffaello è innovatore: riporta tutti in basso, alla realtà quotidiana, e sotto la Trasfigurazione prosegue il racconto di Marco. Che parla del ragazzo epilettico, qui presentato ai discepoli non saliti sul monte. Il padre del ragazzo, sulla destra, è colui che dirà a Gesù: «Credo; aiuta la mia incredulità». E la figura femminile di spalle è, a detta di molti, proprio la fede: che non solo ci fa aderire a Gesù e alla sua gloria, ma ci addita il compito storico di cercare la gloria di Dio nell’uomo vivente che chiede aiuto.