11. La mortificazione

11. D’altra parte esiste pure una scuola esattamente contraria, ovvero quella per cui l’ascesi corrisponde alla mortificazione, ossia all’abbassamento e all’umiliazione fino a toccare l’annullamento di se stessi: che sarebbe appunto il risultato massimo della penitenza cristiana. «Mortificare» infatti significa portare a morte alcuni caratteri propri del vivente: per esempio i sensi (mortificare lo sguardo) o i pensieri (mortificare la fantasia). Più l’uomo si cancella nella volontà o nei desideri personali, anche buoni, più Dio lo potrà usare come docile strumento.

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Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.